Dalla semina, alla spiga, al grano

Tutto nasce dal chicco di grano.
E il chicco di grano nasce dalla spiga. Cioè dalla terra.
E per Poiatti, la terra è la Sicilia.

La nostra pasta è prodotta grazie al migliore grano duro siciliano.
Dal 1946 acquistiamo la materia prima solo da agricoltori selezionati, che coltivano il grano nelle più fertili zone agricole della Sicilia, isola considerata da sempre il “granaio” del Mediterraneo.
Accompagniamo il ciclo di coltivazione, confrontandoci con i nostri fornitori dalla semina alla mietitura. Perché tutto nasce dalla terra, è vero, ma una grande pasta nasce soprattutto grazie alla fiducia.

Dal grano al molino.

Il grano viene trasferito nei nostri molini. Lì comincia la lavorazione, con un continuo e minuzioso controllo della qualità. La semola di grano duro, infatti, deve mantenere intatte le sue proprietà: solo così si può ottenere una pasta di alto livello.
Così, il grano viene separato dalle impurità, decorticato. Solo una parte del chicco, la più preziosa, viene macinata: da lì nasce la semola.

Dalla semola all’impasto

C’è un ingrediente fondamentale, e che molti sottovalutano, nella preparazione della pasta: ed è l’acqua che viene utilizzata per impastare la semola del grano.

Nell’impastatrice la semola viene miscelata con l’acqua, per consentire la formazione del glutine (proteine) e l’idratazione dell’amido: è così che si forma l’impasto idoneo per consistenza ed elasticità per la preparazione della pasta Poiatti.

Dall’impasto alla pasta

Manca l’ultimo passaggio: ed è la trafilatura. L’impasto passa attraverso la trafila per ottenere diversi formati di pasta, lunga o corta, ruvida (la cosiddetta pasta trafilata al bronzo, che trattiene meglio il sugo) o liscia (trafilata in teflon, che non trattiene il sugo). Tutto pronto? Non proprio. C’è la fase più delicata: la pasta ha la sua forma, con un’umidità alta (30%). Deve essere per legge 12,50%: da qui nasce il procedimento dell’essiccazione, dove l’acqua evapora all’interno di moderni essiccatoi, rendendo stabile il prodotto.

Dallo stabilimento…
alla tua tavola!

Non è ancora finita. La pasta è pronta, ma va confezionata. Anche questa parte finale del ciclo produttivo è seguita con particolare attenzione, perché “un pacco di pasta”, se è Poiatti, è in realtà qualcosa di più di un semplice prodotto che acquisti nel supermercato: è storia, attenzione, amore per le cose di ogni giorno.

Dal grano al molino.

Il grano viene trasferito nei nostri molini. Lì comincia la lavorazione, con un continuo e minuzioso controllo della qualità. La semola di grano duro, infatti, deve mantenere intatte le sue proprietà: solo così si può ottenere una pasta di alto livello.
Così, il grano viene separato dalle impurità, decorticato. Solo una parte del chicco, la più preziosa, viene macinata: da lì nasce la semola.

Dall’impasto alla pasta

Manca l’ultimo passaggio: ed è la trafilatura. L’impasto passa attraverso la trafila per ottenere diversi formati di pasta, lunga o corta, ruvida (la cosiddetta pasta trafilata al bronzo, che trattiene meglio il sugo) o liscia (trafilata in teflon, che non trattiene il sugo). Tutto pronto? Non proprio. C’è la fase più delicata: la pasta ha la sua forma, con un’umidità alta (30%). Deve essere per legge 12,50%: da qui nasce il procedimento dell’essiccazione, dove l’acqua evapora all’interno di moderni essiccatoi, rendendo stabile il prodotto.